Sognare di fare l amore con l ex prostitute

sognare di fare l amore con l ex prostitute

Testo ripreso ed ampliato da un mio articolo pubblicato sulla Guida Sogni Supereva nel febbraio Io dicevo alla mia amica che dovevo andare a casa perché avevo la bimba era sera e si stava facendo tardi; lei mi dice sali a casa mia con il mio fidanzato che io arrivo subito. Uno ad uno entrano persone in una stanza, vengono interrogate, e poi via di sentenza per il carcere. Poi arriva un piccolo uomo, magro e basso, vestito da prostituta. Io che non so neanche chi ero nel sogno, maschio?

Questo si ribella, e di tutta risposta viene picchiato selvaggiamente. Dopo questi fatti, con il volto tumefatto, gli si chiede se ha capito la lezione e se ha capito chi comanda. Quindi strattonandolo, in due si masturbano fino ad eiaculare nella sua bocca, sempre insultandolo: Il tutto accompagnato da parole pesantemente volgari e scurrili.

È tutto il giorno che ripenso a questo terribile incubo. Se riuscite voi a capirci qualcosa vi ringrazio. Io credo che tu debba riflettere sulla tua realtà, su quello che hai vissuto ultimamente per rintracciare le stesse emozioni di rabbia e di desiderio di sopraffazione, ma anche quelli di umiliazione e di debolezza.

Quando ti sei sentita umiliata o degradata o vittima di violenza verbale,di osservazioni a sfondo sessuale? In un attimo di estrema realta' e tensione emotiva, si vede la maschera della prostituta sguaiata cadere dal viso della ragazza, poi l'uomo si gira a guardare altrove. Allo spettatore non e' chiaro se il desiderio che la donna intende esaudire e' stato chiaramente espresso dal marito, e' trapelato o e' stato semplicemente intuito; comunque, quando l'uomo si trova la sua fantasia davanti, in carne ed ossa, sembra in qualche modo percepire che, tuffandosi in questo sogno di sesso e di vita, smarirebbe se stesso e il contatto con la sua esperienza.

Sembra che vivere fino in fondo il concludersi della vita e la prospettiva della morte, sia l'unico modo per non frantumarsi, cedendo alla paura e alla disperazione ed e' la moglie in quel momeno a rendergli possibile qest'ultima crescita. Quando la familiarita', l'affettuosita' e la conoscenza tra i partners diventano "eccessive" e' molto probabile che ci si trovi di fronte ad una coppia con caratteristiche fusionali.

In questo tipo di coppia la mancanza di confini, l'identita' incerta ed il bisogno dei partners di sentirsi una cosa sola, allo scopo di negare l'angoscia collegata alla coscienza di se' come individui separati e, quindi soli e dipendenti l'uno dall'altro, fa si' che una vera familiarita', affettuosita' e conoscenza sia difficile a realizzarsi.

Per leggere un libro non posso tenere le pagine appiccicate sugli occhi, come per apprezzare un quadro e' difficile che io possa farlo premendo col naso sulla tela. Sul piano sessuale e' difficile la percezione e la comunicazione dei propri bisogni e per la stessa ragione non si riesce a tener adeguatamente conto di quelli del partner.

La confusivita' non e' amica dell'intimita' e queste coppie sono come Vianello e la moglie in certi filmati pubblicitari: Limitandoci ad una registrazione fedele dei fenomeni che si presentano all'osservazione clinica e dai dati che emergono dalle inchieste e dalle interviste, dovremmo concludere che le variabili soggettive che entrano in gioco sono cosi' numerose che e' impossibile rispondere con un si' o con un no a questa domanda, ma "che tutto puo' essere".

La prima, giovane e avvenente stilista di moda, nel tempo libero si prostituisce. Nel tentativo di superare questo problema e prima di cercare un aiuto, la coppia ha sfoderato una creativita' e un'abiita' da rendere il kamasutra un libro ricreativo per le scuole elementari, senza alcun risultato, salvo quello di far dubitare della propria virilita' il marito.

Sofia pero' si eccita moltissimo talvolta fino all'orgasmo, suo malgrado, quando le telefona il suo vecchio principale semimpotente, con il quale ha avuto una breve relazione senza amore, prma di conoscere suo marito, e del quale pero' rifiuta regolarmente le proposte oscene.

La psicoanalisi che nelle sue teorizzazioni vecchie e nuove offre, a mio giudizio, il quadro esplicativo piu' completo e coerente dei fenomeni di cui abbiamo parlato prima, indica proprio nell'integrazione fra le componenti affettive e quelle sessuali l'ideale della maturita' psicosessuale umana e quello di una relazione d'amore matura.

Un caso che ricordo mi fece capire un po' cosa deve provare chi scava sotto le macerie per liberare qualcuno, fu quello di una ragazza di 23 anni, Anna. Si presento' lamentandosi di esser frigida e di provare un senso di depressione ed infelicita' opprimente.

Nell'arco di sedute fra pianti e silenzi piu' o meno astiosi, venne fuori un quadro molto meno iddilliaco e rassicurante, che rendeva ben conto degli stati d'animo di Anna e della sua "frigidita'".

Il suo "ragazzo" aveva ben 16 anni piu' di lei e frequentava da sempre la sua casa come amico del padre. Intorno ai 13 anni Anna inizio' a manifestare qualche lieve poblema alla colonna vertebrale e questi, che era un professore di educazione fisica, comincio' ad insegnarle qualche esercizio per irrobustire i muscoli della schiena.

A poco a poco si convinse che questo era l'uomo della sua vita, che lo amava, che si sarebbero sposati. Fissare la data del matrimonio fu troppo e il peso da sopportare eccessivo, qualcosa dentro di lei comincio' a scricchiolare.

Per prima cosa bisogna sgombrare il campo da cose dette e ridette ma sempre attuali: Fra la donna madre e moglie, a cui l'esercizio della sessualia' era riconosciuto ai fini procreativi e la donna che puo' liberamente manifestare la propria sessualita', c'e' ancora di mezzo una "donna puttana" di troppo. Ancora oggi, molti ragazzi che mi capita di vedere in consulenza sono spaventati da una ragazza che si concede subito. Per non parlare del rischio di gravidanza Quindi la donna che aspetta di sentirsi innamorata piu' o meno inconsapevolmente puo' aver interiorizzato le istanze culturali e sociali di condanna e aspettare di sentirsi "autorizzata" anche dal suo interno.

Premesso cio', nonostante tanti cambiamenti nei costumi e nelle modalita' d'approccio e' l'atmosfera di base che a tutt'oggi la donna respira, l'astinenza cosi' motivata proprio ai giorni d'oggi, potrebbe essere il tentativo da parte della donna di riguadagnare la giusta distanza dall'uomo. Questo porta a pensare che per la donna, che almeno nella nostra societa', corre pur sempre molto piu' dell'uomo il pericolo che i suoi bisogni possano essere soverchiati da quelli dell'altro, un momento di pausa sia talvolta quanto mai indicato per imparare ad ascoltare e ritrovare il proprio filo, facendone un po' una bussola per meglio orientarsi nei rapporti con l'altro sesso.

L'astinenza quindi in mancanza di un'esperienza soggettiva di innamoramento puo' essere il tentativo di sottrarsi alla frammentazione, a un vuoto che potrebbe farsi dilagante, che puo' arrivare fino a spegnere la sensibilita' del corpo lasciando magari solo rancore e umiliazione. La condizione di sentirsi innamorata puo' venire identificata con una situazione in cui i suoi bisogni siano tenuti nella giusta considerazione.

Naturalmente, tornare sulla scena per cosi' dire, puo' essere un processo piu' o meno lungo e laborioso, in cui non bisognava sottovalutare l'elemento "fortuna" ad esempio l'imbattersi in una persona piu' positiva che un'altra. Non e' possibile pensare che una persona possa rimanere per anni e anni sola e in astinenza sessuale semplicemente perche' non "trova" da innamorarsi.

Se qualcuno ci dice che ha girato tutta la citta' cercando dei pasticcini e non li ha trovati, bisogna cominciare a pensare che sia andato a cercarli nei negozi sbagliati. Una vita sessule piu' libera offre maggiori opportunita' di incontrare l'amore o e' dispersiva? Si puo' capire facendo l'amore se si ama una persona? E' possible amare davvero un uomo con il quale non si sia condiviso il piacere?

E' possibile non amare chi ci ha travolti sessualmente? L'astinenza di mesi o anni, dopo un periodo di regolare attivita' sessuale, puo' rendere problematica una sua ripresa o puo' offrire vantaggi? Secondo alcuni eccitazione ed orgasmo, per quanto ricercati in coppia, costituiscono un'intensa esperienza solitaria, un dilagare di pulsioni anche aggressive e distruttive dalle quali l'IO e' momentaneamente invaso, destrutturato ed annientato "la piccola morte" secondo i francesi.

In questo senso l'Altro e' soltanto un essere accanto al quale si possa liberamente lasciarsi andare, per poi accanto a lui e attraverso di lui, "ritornare al mondo", risorgere dopo il piacere.

In queso contesto si puo' parlare di amore o sono sufficienti l'attrazione fisica ed una conoscenza non necessariamente profonda?

Nella sua esperienza di Terapeuta ha riscontrato differenze nel coniugare la dimensione sessuale con quella relazionale ed affettiva tra uomini e donne? Puo' citare ad esempio una sistuazione che sia allo stesso tempo semplice ed esemplificativa?

Tenendo presente quanto detto prima, bisogna poi distinguere fra pseudo-disponibilita' e disponibilita' autentica. Quest'ultima implica la capacita' di saper mantenere la giusta distanza, di cui si parlava, fra conoscenza dei propri bisogni e coscienza di quelli dell'altro, in modo da non soverchiare l'altro, ma neanche da esserne soverchiati ed invasi a nostra volta. Questa forma autentica di disponibilita' puo' permettere alla donna di non perdere il senso dell'esperienza favorendone l'ulteriore maturazione.

Non si tratta quindi di una disponibilita' incondizionata: La sua disponibilita' potra' servire da scandaglio per saggiare quella dell'altro e in questo senso sara' realmente piu' favorita nell'instaurare rapporti d'amore. Piu' il sesso agito sara' invece strumentalizzato da bisogni interni di altra natura e piu' ci si allontana da questa possibilita'.

Nel caso di Claudia la "liberta' sessuale" si consuma in questa seconda dimensione. L'insicurezza nei suoi mezzi seduttivi e nella sua "reale" amabilita', la spinge ad iniziative fuori luogo, per cui gli uomini che la attraggono cacciati, aggrediti e soverchiati dalla sua "disponibilita'", in breve spariscono, lasciandola sempre piu' sola e amareggiata. L'idea poi di cercare di capire se si ama un uomo facendo l'amore con lui, costituisce in genere un alibi ed una mistificazione di propri bisogni: Se definiamo il vero amore rimanendo all'interno delle formulazioni psicoanalitiche sull'amore, che lo considerano, a cominciare da Freud, come un sentimento che lega due persone tendente all'unione sessuale, dobbiamo dire che il primo tipo di amore, che verrebbe supportato dalle correnti affettive che pero' non porebbero integrarsi con quelle sessuali, rimarrebbe fortemente incompleto e mutilato.

Naturalmente questo non vuol dire che tutti i ragazzi che, ancor oggi, e ce ne sono, chiedono alle ragazze di concedere la classica "prova d'amore" siano tutti "psicoanalisti". Allo stesso modo la sessualita' da sola per quanto travolgente non basta a qualificare un rapporto come rapporto d'amore o ad innescarlo. Certamente l'esperienza di un intenso piacere tende a creare attaccamento e l'attacamento e' una delle dimensioni dell'amore, ma non e' l'unica.

Cio' non toglie pero', che un piacere "travolgente" non possa essere la spia di un rapporto che potrebbe evolvere in questo senso. Mi viene in mente a questo proposito un episodio riferitoci da Pasini durante un seminario. Una collega gli aveva confidato che trovandosi a Firenze ebbe un'avventura durante la quale qualcosa la indusse a fantasticare che l'uomo che stava facendo l'amore con lei fosse proprio il "mostro di Firenze"; come risultato ne ebbe quello che defini' il primo vero orgasmo della sua vita.

Si innamoro' poi questa collega del suo "mostro"? Tutto dipende chiaramente dai motivi che l'hanno indotta o provocata. Esemplificando possiamo, anche se un po' grossolanamente, distinguere fra l'astinenza che e' stata in qualche modo il prodotto di una scelta, anche se al limite illusoria, ma in cui comunque l'IO della persona ha conservato il senso di una propria forza e attivita', dall'astinenza subita che puo' associarsi a sensazioni di debolezza e di impotenza e non intendo sessuale , di costrizione, di rifiuto.

In genere e' piu' facile riemergere dal primo tipo di astinenza magari piu' maturi e reattivi, mentre nel secondo caso e' piu' alto il rischio di scoprirsi poi disfunzionanti. Essendo pero' sostanzialmente uno schema puo' adattarsi altrettanto bene sia ad un rapporto sessuale che avvenga all'interno di un rapporto, sia ad uno dettato dalla semplice attrazione fisica in cui nessuno vieta ad una persona, che sappia abbandonarsi senza timori di smarrirsi, di vivere il tipo di esperienza descritta.

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